Collezione Guggenheim

La Collezione Guggenheim: cos’è, come nasce e quali opere custodisce


 

Il nome, o meglio il cognome “Guggenheim” è indissolubilmente legato al mondo dell’arte ed è diventato a livello mondiale il sinonimo di collezioni di estremo pregio e valore. Tutto inizia alla fine dell’Ottocento quando lo svizzero Benjamin Guggenheim, insieme al padre e agli altri suoi fratelli, riesce a creare un vero impero economico grazie all’estrazione e lavorazione dei metalli, in particolare il rame. Benjamin sposa Florette Seligman, appartenente ad una delle più ricche e importanti dinastie di banchieri americane ed il 26 agosto 1898, a New York, nasce Peggy.
Nel 1921 Peggy, con il marito Laurence Vail si trasferisce in Europa ed entra in contatto con i principali circoli culturali ed artistici di Francia, Inghilterra ed Italia. E’ allora che conosce i più importanti pittori, scultori, artisti ed intellettuali dell’epoca.
Nel 1938, all’età di 39 anni, Peggy apre la sua prima galleria d’arte a Londra e da così avvio ad una avventura che inciderà profondamente non solo sulla sua vita privata, ma anche sulla storia dell’arte moderna e contemporanea internazionale.

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Fu lei, infatti, a promuovere e sostenere artisti come Jean Cocteau, Marcel Duchamp e ad ospitare nella sua galleria la prima mostra personale di Kandinsky in Inghilterra.
Peggy, tra gli anni ’30 e ’40, acquista freneticamente opere d’arte per la sua collezione. Il suo motto, divenuto celebre, era “comprare un quadro al giorno”.
Tra le opere della collezione figurano quadri di inestimabile valore di Salvador Dalí, Georges Braque, Kandinsky e Max Ernst che diventerà poi il suo secondo marito.
Nel 1941, con l’avanzare dell’invasione nazista, Peggy decide con la sua famiglia di abbandonare l’Europa e di tornare in America.
Nel 1942 la collezionista inaugura a New York la sua galleria/museo “Art of This Century” che diventerà ben presto il luogo simbolo dell’arte contemporanea americana, con capolavori del surrealismo, astrattismo, espressionismo, cubismo e delle avanguardie newyorkesi.
Posto di primo piano nella collezione è riservato all’artista Jackson Pollock, vero fiore all’occhiello del museo Guggenheim. Proprio a Pollock, Peggy commissionerà la realizzazione di un’opera monumentale, il “Murale” che successivamente regalerà all’Università dello Iowa.
Nel 1947, al termine della guerra, Peggy torna nuovamente in Europa e nel 1948 espone per la prima volta la sua collezione a Venezia, in occasione della Biennale d’arte.
Per la prima volta opere di artisti come Mark Rothko, Jackson Pollock e Arshile Gorky vengono portate all’attenzione del pubblico italiano ed europeo.
Affascinata dal clima culturale dell’Italia e di Venezia, Peggy acquista nel 1948 Palazzo Venier dei Leoni, nel centro della città, dove si trasferisce e dove vivrà nella sua “casa-museo”.
La collezione di Peggy viene esposta, oltre che in maniera permanente a Venezia e New York, anche in maniera temporanea in moltissimi musei di Firenze, Milano, Amsterdam, Bruxelles e Zurigo.
Le opere della collezione Guggenheim fanno il giro del mondo favorendo il diffondersi del gusto e dell’arte del Novecento.
Negli ultimi trent’anni che Peggy trascorre a Venezia continua ad arricchire incessantemente la sua collezione e nel 1962 le viene donata la cittadinanza onoraria della città di Venezia.
Nel 1969 il Museo Solomon Guggenheim di New York, appartenente allo zio, invita Peggy ad esporvi la sua collezione. Nel 1970 Peggy donerà al Museo il suo palazzo e nel 1976 regala alla stessa Fondazione Solomon R. Guggenheim, la sua collezione. Peggy muore il 23 dicembre 1979, all’età di 81 anni e le sue ceneri sono custodite in un angolo del giardino del suo museo.
Da allora, il cognome Guggenheim e la vita di Peggy sono entrati in maniera indissolubile nella storia artistica del secondo novecento ed hanno contribuito a scoprire e conoscere artisti divenuti dei mostri sacri dell’arte moderna e contemporanea di tutto il mondo.